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Dopo i tatuaggi stampati direttamente sulla pelle, quelli d'oro sottopelle e quelli OLED, arrivano ora i tatuaggi nanoscopici da applicare direttamente sulle cellule vive per monitorarne la salute: questa nuova tecnologia consente di apporre direttamente sulle cellule umane elementi ottici o elettronici che si adattano ai loro movimenti e alla loro struttura umida e fluida. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Nano Letters.

Come funziona. I tatuaggi – fatti di oro, materiale noto per le sue abilità nel prevenire perdite o distorsioni di segnale nel cablaggio elettronico – sono stati applicati ai fibroblasti, le cellule che sostengono i tessuti del corpo umano. Dopo essere stati trattati con delle colle molecolari, sono stati trasferiti sulle cellule utilizzando una pellicola di idrogel con alginato, che si dissolve dopo che l'oro aderisce alle cellule. La colla molecolare si fonde invece con la matrice extracellulare, una sostanza contenuta nelle cellule. I tatuaggi sono rimasti attaccati alle cellule (anche mentre si muovevano) per 16 ore.

«Siamo riusciti ad applicare dei tatuaggi nanoscopici con schemi complessi a delle cellule vive, assicurandoci che non morissero», spiega David Gracias, uno degli autori. «Il fatto che le cellule riescano a vivere e muoversi con i tatuaggi è molto importante, perché spesso vi è un'incompatibilità tra le cellule vive e i metodi che gli ingegneri usano per fabbricare i componenti elettronici». ... continua a leggere

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Cerabyte utilizza nanostrati di ceramica per creare l'archiviazione dati più affidabile di sempre. I dati vengono salvati in un'ampia gamma di temperature, da -273°C (-460°F) a 300°C (570°F) e persino in atmosfere corrosive o acide. Nemmeno le radiazioni e gli impulsi elettromagnetici possono distruggere le informazioni memorizzate su Cerabyte. Questo significa archiviazione sicura per generazioni.

Cerabyte scrive fino a 2.000.000 di bit con un solo impulso laser, consentendo un'archiviazione e una lettura ultraveloce dei dati con telecamere ad alta velocità.

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Nuove indagini genomiche supportano l’idea che circa 900mila anni fa la popolazione di ominidi nostri antenati fu sull’orlo dell’estinzione, forse a causa del cambiamento climatico

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Nel 2008 un gruppo di ingegneri e appassionati di modellismo giapponesi progettò per ragioni di interesse scientifico il lancio sperimentale di una flottiglia di aeroplanini di carta dalla Stazione Spaziale Internazionale. Il progetto, guidato dal docente del dipartimento di Aeronautica e astronautica dell’Università di Tokyo Shinji Suzuki, fu in seguito posticipato e sospeso perché gli scienziati non avrebbero avuto modo di tracciare il volo degli aeroplanini né di prevedere il luogo di atterraggio, presumibilmente in acqua...

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Se non esistesse il vetro probabilmente non stareste leggendo questo articolo, non solo perché costituisce lo schermo del vostro dispositivo, ma anche perché Internet funziona in buona parte grazie alle reti in fibra ottica, sottili filamenti di vetro attraverso i quali passano i dati sotto forma di impulsi di luce. È del resto sufficiente guardarsi intorno per notare quanto il vetro sia presente nelle nostre esistenze, tanto da dare per scontata la sua esistenza. La maggior parte delle persone non vi dedica molti pensieri, a parte quando deve riciclare qualche bottiglia o rompe un bicchiere, con alcune eccezioni: i vetrai, sicuramente, ma anche i fisici. Per questi ultimi il vetro è un mistero, o per meglio dire un problema ancora da risolvere.

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Gli studi condotti durante la pandemia dimostrano chiaramente che l’attuazione rigorosa di pacchetti di NPI è stata efficace in alcuni paesi nel ridurre la trasmissione di SARS-CoV-2.

Esistono anche prove dell’efficacia dei singoli NPI, ma la maggior parte degli NPI sono stati implementati in pacchetti. Districare gli effetti di un NPI nel caso in cui altri NPI siano stati implementati contemporaneamente rappresenta una sfida significativa.

Le prove suggeriscono che gli NPI erano, in generale, più efficaci quando il numero di casi e l’intensità di trasmissione associata di SARS-CoV-2 erano inferiori. Gli NPI sono diventati meno efficaci man mano che sono emerse varianti più trasmissibili del virus (ad esempio Delta, Omicron) che erano più adatte a diffondersi tra le persone e ad eludere le risposte immunitarie.

La rigidità nell’applicazione dei singoli NPI e dei gruppi di NPI ha influenzato i tassi di trasmissione, ad esempio le maschere respiratorie sono state più efficaci delle maschere chirurgiche e due settimane di quarantena sono state più efficaci di periodi più brevi.

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La resistenza parziale del Plasmodium falciparum alla componente artemisinina delle terapie combinate a base di artemisinina, i farmaci più importanti contro la malaria, è emersa nel sud-est asiatico e ora minaccia l’Africa orientale. La resistenza parziale, che si manifesta come eliminazione ritardata dopo la terapia, è mediata principalmente da mutazioni nella proteina Kelch K13 (PfK13). Sono disponibili dati longitudinali limitati sull’emergenza e sulla diffusione della resistenza all’artemisinina in Africa.

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Le lenti per occhiali "filtraggio della luce blu", o "blocco della luce blu", filtrano la radiazione ultravioletta e porzioni variabili di luce visibile a lunghezza d'onda corta impedendo di raggiungere l'occhio. Sono disponibili in commercio varie lenti per filtrare la luce blu. Esistono alcune affermazioni secondo cui possono migliorare le prestazioni visive con l'uso di dispositivi digitali, fornire protezione della retina e promuovere la qualità del sonno. Abbiamo studiato le prove degli studi clinici per questi effetti suggeriti e abbiamo considerato eventuali effetti avversi.

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Ad oggi, la conoscenza del lato biologico dell’organizzazione familiare nelle società preistoriche è stata limitata. In particolare, si sa poco sulla struttura della società dell'età del bronzo in Eurasia a livello di villaggio o di famiglia. Qui, la comunità scheletrica di un tumulo negli Urali meridionali è stata studiata utilizzando metodi integrativi provenienti dai campi dell’archeologia, dell’antropologia e della paleogenomica. Si suggerisce che il sistema di discendenza dei pastori di bestiame di Nepluyevskij, vecchio di 3.800 anni, fosse patrilineare e determinato principalmente dalla consanguineità tra fratelli. La monogamia era la norma matrimoniale e la residenza postmatrimoniale era patrilocale, con l'appartenenza femminile trasferita al gruppo del marito.

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La stagione primaverile del 2022 ha visto un’estensione record del ghiaccio marino in Antartide, che è persistita durante tutto l’anno. All’inizio di dicembre, l’estensione del ghiaccio marino antartico stava raggiungendo il minimo storico raggiunto nel 2021. La più grande anomalia regionale negativa di questa bassa estensione si è verificata nella regione centrale e orientale del Mare di Bellingshausen, a ovest della penisola antartica dove, durante A novembre, alcune regioni hanno registrato una perdita del 100% della concentrazione di ghiaccio marino. Forniamo la prova di un fallimento riproduttivo regionale delle colonie di pinguini imperatore a causa della perdita di ghiaccio marino utilizzando le immagini satellitari Sentinel2. Dei cinque siti di riproduzione nella regione, tutti tranne uno hanno subito un totale fallimento riproduttivo dopo la rottura del ghiaccio marino prima dell’inizio del periodo di involo della stagione riproduttiva 2022.

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Il consumo di tabacco è una delle principali cause di morte evitabili a livello mondiale, con un impatto particolarmente pesante nei paesi in via di sviluppo. Nonostante gli sforzi volti alla sensibilizzazione e alla prevenzione, la dipendenza da tabacco continua a mietere milioni di vittime ogni anno. Tra le sostanze presenti nel tabacco, la nicotina è l'agente primario responsabile della dipendenza. Questo rende l'abbandono del tabacco un'impresa difficile e spesso fallimentare. In questo contesto, emerge un nuovo protagonista: la citisina, un farmaco di origine vegetale che sembra in grado di contrastare la dipendenza da nicotina e aiutare a smettere di fumare. In questo articolo vediamo quali sono i principali problemi legati al fumo, cos'è la citisina e come potrebbe essere sfruttata nel trattamento del tabagismo per contrastare la dipendenza.___

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[Un saggio pubblicato in Nature in inglese.]

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Se pensiamo al genoma come un pianoforte, sono le esperienze della vita che lo suonano. E agire prima è meglio: il 70% dei problemi di salute psichica si strutturano (anche se non si manifestano) entro i 18 anni d’età

Vent’anni fa è stata completata la mappatura del genoma umano (Human Genome Project), uno dei più importanti progetti scientifici pubblici internazionali, con l'obiettivo principale di comprendere la funzione dei geni appartenenti al genere umano. Il progetto concluso nel 2003, ha rivelato che non siamo un libro già scritto ed ha aperto la strada ad un imponente lavoro di ricerca sulla “epigenetica” (dal greco “sopra la genetica”), ovvero sui meccanismi che regolano e modulano l’attività dei geni pur senza modificare il genoma dell’individuo.

Basti pensare che gli studi nel campo prima del 2003 erano appena 200 l’anno, mentre negli ultimi venti anni abbiamo oltre 130 mila pubblicazioni, 15 mila solo nel 2022 (dati PubMed).

Cosa ci ha mostrato questo enorme lavoro di ricerca? Che i nostri geni dialogano continuamente con l’ambiente, sin da prima della nascita e per tutta la nostra vita, e in base a questo dialogo ci strutturiamo nella prima fase della vita, ci regoliamo e ci modifichiamo vita natural durante, come si diceva una volta. ... continua a leggere

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Nel suolo della foresta di Harvard, in Massachusetts, sono stati trovati microrganismi dalle forme più disparate: sono virus giganti che potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nell'ecosistema.

Un team di ricerca ha scoperto una serie di microrganismi giganti con forme incredibili nel suolo della foresta di Harvard a Petersham, nel Massachussetts (USA). La loro eccezionalità non risiede solo nel loro numero elevato, ma anche nella loro varietà: solo l'analisi genomica potrà confermarlo con certezza, ma pare proprio si tratti di virus giganti le cui origini e funzioni sono ancora un mistero. I risultati della ricerca sono stati pubblicati in preprint su Biorxiv.

Stelle, tartarughe e idraulici. Analizzando i campioni di suolo al microscopio elettronico, i ricercatori hanno scoperto strane particelle simili a virus con forme bizzarre: in base al loro aspetto, le hanno battezzate con nomi curiosi come stella di Natale, idraulico, supernova, taglio di capelli o faro.

Virus giganti. Non abbiamo ancora la certezza, ma gli autori sostengono che molto probabilmente si tratti di virus giganti, ovvero virus che misurano da 0,2 a 1,5 micrometri di diametro e hanno genomi complessi che contengono fino a 2,5 milioni di coppie di basi di DNA. Per avere un termine di paragone, i virus influenzali misurano solitamente dagli 0,08 ai 0,12 micrometri di diametro. I virus giganti sono in grado di vivere migliaia di anni, e li abbiamo ritrovati in diversi ecosistemi in tutto il mondo, tra cui oceani, laghi dell'Artico e permafrost disciolto.

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Anche a causa della sensibilizzazione degli ultimi anni le più diffuse sono più numerose che mai, con effetti negativi sulla biodiversità

Il MoMA di New York, uno dei più importanti musei di arte moderna e contemporanea al mondo, ha recentemente mostrato sul suo profilo Instagram quattro arnie fatte costruire sul tetto dell’edificio «come parte della missione di sostenibilità del MoMA», per «il ruolo essenziale che le api svolgono nel nostro ecosistema». Per l’installazione delle arnie il MoMA aveva contattato a febbraio Andrew Coté, presidente dell’Associazione degli apicoltori di New York, che aveva però rifiutato. La motivazione di Coté era che la popolazione già esistente di api occidentali – uno dei nomi comuni dell’Apis mellifera, la specie di ape più diffusa al mondo – sarebbe responsabile dell’esaurimento delle limitate risorse floreali presenti in città per gli insetti impollinatori.

La convinzione che le api stiano diminuendo pericolosamente cominciò a diffondersi nei primi anni Duemila, quando la popolazione di api mellifere si era ridotta fortemente a causa di un anomalo spopolamento degli alveari. Furono fatti molti studi e una lunga serie di iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, il cui successo ebbe tra i suoi vari effetti una grande attenzione al tema e una rapida espansione delle attività di apicoltura. Questa espansione è ancora oggi sostenuta in alcuni casi dalla convinzione, ormai infondata, che la popolazione delle api stia diminuendo. ... continua a leggere

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La FDA (Food and Drugs Administration, l'ente americano che regola i farmaci) statunitense ha approvato la prima pillola orale per curare la depressione post partum: si chiama zuranolone, agisce più rapidamente degli attuali trattamenti disponibili e viene somministrata una volta al giorno per solo due settimane.

L'approvazione della pillola, pur lontana dall'essere una panacea, rappresenta un importante passo avanti nella cura di una malattia che colpisce non solo le neomamme, ma anche i neopapà.

Lo studio. Il via libera dell'FDA è arrivato dopo la pubblicazione di un nuovo studio che dimostra l'efficacia dello zuranolone. Ai test hanno preso parte quasi 200 persone con sintomi gravi di depressione post partum: al gruppo di controllo è stato somministrato un placebo, mentre gli altri hanno assunto 50 milligrammi al giorno di zuranolone per 14 giorni.

Dopo tre giorni, chi aveva preso la pillola di zuranolone mostrava già notevoli segni di miglioramento; al quindicesimo giorno, quasi il 30% di chi si stava curando stava molto meglio rispetto al gruppo che aveva assunto il placebo. I miglioramenti sono durati per 45 giorni dall'inizio della cura. ... continua a leggere

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Sono iniziati i test clinici su un promettente farmaco realizzato per rimuovere le particelle radioattive dal corpo. Ecco come funziona.

Quando le forze militari russe hanno occupato la centrale nucleare di Zaporižžja in Ucraina più di un anno fa, ognuna delle due parti in conflitto ha accusato l’altra di azioni imprudenti e di sabotaggio che avrebbero potuto danneggiare l’impianto e scatenare un incidente nucleare. Ora, dopo tre decenni di ricerca e sviluppo, alcuni scienziati stanno testando una pillola che potrebbe aiutare a rimuovere le particelle radioattive dal corpo delle vittime che sarebbero esposte a un evento di questo tipo.

La minaccia di una contaminazione nucleare – causata da una guerra o da un incidente presso una centrale nucleare – da sempre incombe sull’immaginario collettivo. Il tristemente famoso evento della fusione del reattore della centrale nucleare di Černobyl′ nel 1986 provocò 28 decessi per avvelenamento acuto da radiazioni, 350.000 sfollati e migliaia di casi di cancro alla tiroide. E anche se il peggiore incidente nucleare degli Stati Uniti (avvenuto presso la centrale nucleare di Three Mile Island in Pennsylvania) non ha causato una simile impennata nei casi di tumore, la sicurezza delle 53 centrali nucleari presenti negli USA rimane una costante preoccupazione, soprattutto dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre.

Poco dopo quel disastroso evento, il governo degli Stati Uniti si è impegnato a finanziare la ricerca per sviluppare nuove contromisure mediche contro le minacce nucleari, spiega Rebecca Abergel, chimica inorganica con incarichi congiunti presso l’Università della California a Berkeley e il Lawrence Berkeley National Laboratory (LBNL). E ora, Abergel e i suoi collaboratori dell’SRI International, un istituto di ricerca in California, hanno avviato la fase di sperimentazione clinica per un promettente farmaco che è il risultato di quelle attività: HOPO 14-1, che agisce su contaminanti radioattivi come l’uranio e il plutonio.

Gli studi di Fase 1 testeranno la sicurezza di HOPO 14-1 su una piccola popolazione di soggetti umani sani. ... continua a leggere

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Un team di ricerca dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha dimostrato per la prima volta la possibilità di realizzare circuiti con materiali commestibili. Molteplici le applicazioni: monitorare la qualità dei cibi ma anche diagnosi e trattamento di malattie.

Dopo la batteria è giunta l'ora di realizzare circuiti con materiali commestibili. No, non è una nostra particolare voglia, ma è quanto messo a punto da un team di ricerca dell'Istituto Italiano di Tecnologia, più precisamente il laboratorio Printed and Molecular Electronics, coordinato da Mario Caironi, dell'IIT di Milano in collaborazione con l'Università degli studi Milano-Bicocca e l'Università di Heidelberg.

In un momento in cui in Italia si dibatte del granchio blu, specie aliena che sta causando non pochi problemi nel delta del Po e nella laguna Veneta, ma anche in Sardegna, questa ricerca arriva con un tempismo perfetto.

Battute a parte, il team dell'IIT ha sviluppato un prototipo di circuito commestibile basato su oro e chitosano, un materiale ottenuto a partire dalla corazza dei crostacei. Il prototipo, descritto sulla rivista Nanoscale, ha dimostrato per la prima volta la possibilità di realizzare circuiti con materiali commestibili. Le applicazioni future spaziano dalla diagnostica medica al controllo qualità del cibo.

L'elettronica commestibile è un campo in forte crescita perché consentirà di sviluppare dispositivi edibili in grado di entrare nel corpo senza nuocere alla salute.

Il circuito viene stampato attraverso una tecnica a getto di inchiostro, molto simile a quella utilizzata dalle stampanti casalinghe. Al posto del normale inchiostro viene però utilizzata una soluzione di oro liquido. Questa metodologia permette di produrre circuiti complessi risultando anche più veloce ed economica di altre tecniche molto diffuse, come la fotolitografia. Inoltre, l'oro è un materiale inerte e viene infatti già utilizzato da alcuni pasticceri come decorazione. ... continua a leggere

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I mitili eduli, parenti delle nostre cozze, sono in grado di assorbire le microplastiche dall'acqua e "conservarle" nei loro escrementi.

Come si fa a risolvere il problema delle microplastiche negli oceani di tutto il mondo? Se avessimo una risposta non saremmo qui ma a salvare il mondo: l'onnipresenza di minuscoli frammenti di plastica nelle acque del pianeta è una delle grandi questioni del nostro tempo, alla quale stiamo disperatamente cercando una soluzione.

L'ultima proposta in ordine di tempo arriva dal Plymouth Marine Laboratory, dove un gruppo di ecologi guidati da Penelope Lindeque hanno scoperto che i mitili eduli (Mytilus edulis), molluschi bivalvi parenti stretti delle nostre cozze, "sequestrano" le microplastiche dall'acqua in cui vivono e le immagazzinano nelle loro feci. Lo studio è pubblicato su Science. ... continua a leggere

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Il punto in cui stendiamo l'asciugamano merita attenzione. Le spiagge italiane hanno storie geologiche molto diverse tra loro. Eccole, dalla Liguria alla Sicilia.

Vacanze al mare. Senza immaginare che, quando andiamo in spiaggia e stendiamo il telo mare sulla sabbia o giochiamo a racchettoni, lo stiamo facendo sopra un pezzo di storia geologica d'Italia. Sotto i nostri piedi – e ombrelloni – ci può infatti essere roccia che svettava sulle Alpi, materiale espulso da antiche eruzioni vulcaniche, pietra dorata scesa dagli Appennini. Già, perché le spiagge della nostra penisola (almeno buona parte di esse, come vedremo) nascono in montagna.

«Sono formate dal materiale eroso all'interno dei bacini idrografici dei fiumi e da questi portato a valle: tutta Italia, dalle Alpi agli Appennini, contribuisce quindi a creare le spiagge italiane. E così come è complessa la geologia della penisola e delle sue montagne, così è differente la composizione delle spiagge», riassume Enzo Pranzini, docente di dinamica e difesa dei litorali all'Università di Firenze e autore del libro Granelli di sabbia. ... continua a leggere

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Per la prima volta da quando il virus della peste suina africana è stato identificato, circa un secolo fa (nel 1921) appunto in Africa, un Paese, il Vietnam, approva due vaccini e inizia una campagna di immunizzazione di massa per animali che, per l’economia locale, sono cruciali. Da anni la malattia colpisce duramente il mercato globale delle carni suine (che vale circa 250 miliardi di dollari). Il virus è stato isolato in 50 Paesi e dal 2021 a oggi è stato responsabile della perdita di 1,3 milioni di capi.

I vaccini vietnamiti sono due. Il primo, chiamato NAVET-ASFVAC (nato dalla collaborazione tra l’azienda vietnamita Navetco e dallo Usda, il Dipartimento statunitense dell’Agricoltura), è basato su virus vivi attenuati ed è stato oggetto di un approfondito studio sulla sicurezza.

Il secondo, chiamato AVAC ASF LIVE, è stato sviluppato sempre in collaborazione con ricercatori dello Usda, questa volta da un’azienda chiamata Avac. Anche in questo caso, il principio è quello dei virus vivi attenuati e la somministrazione è stata anche più estesa rispetto a quella di NAVET-ASFVAC, ma i dati non sono stati ancora resi noti.

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Se si vuole volare su Marte, bisogna scegliere con cura la data di partenza. Le finestre di lancio ideali si presentano solo ogni 26 mesi e sono strette perché i pianeti devono essere allineati. Letteralmente.

Un razzo veloce potrebbe ampliare queste finestre, accorciare la durata del viaggio e risparmiare il carico sensibile al tempo e i passeggeri. Il problema è che la velocità degli attuali razzi chimici è limitata dal carburante e dall'ossigeno che possono trasportare.

Si potrebbe invece utilizzare l'energia nucleare, non una semplice fonte di calore radioattivo, del tipo che potrebbe alimentare la debole propulsione ionica di una sonda spaziale a lungo termine, ma un vero e proprio reattore a fissione. Una fornace di questo tipo potrebbe espandere un rivolo di idrogeno liquido da 20 kelvin in un tornado di gas da 2.700 kelvin, consentendo una quantità gestibile di propellente per fornire una spinta potente fino a metà strada verso Marte e poi invertire la spinta per decelerare.

È proprio questo che la NASA e la DARPA vogliono costruire, prima come prototipo, poi come razzo lunare e infine come veicolo interplanetario. Il 26 luglio, le agenzie hanno reso noti i dettagli del progetto, una partnership con Lockheed Martin e BWX Technologies, un'azienda di reattori con sede a Lynchburg, Va. Il progetto è stato battezzato con il nome di Harry Potter, DRACO, ovvero Demonstration Rocket for Agile Cislunar Operations.

Il piano prevede di testare il prototipo nello spazio a partire dalla fine del 2026. Si tratta di un ordine molto breve, facilitato in parte dalla combinazione di quelle che normalmente sarebbero la seconda e la terza fase di sviluppo. L'accelerazione è possibile perché il prototipo "incorpora molto hardware ereditato dalle passate missioni nello spazio profondo", dice Tabitha Dodson, responsabile del programma DRACO presso la DARPA. "Volevamo avere una piattaforma spaziale altamente affidabile, con tutto ciò che non è il motore a basso rischio".

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Un supercondensatore fatto di cemento, nerofumo e acqua messo a punto dal MIT apre a nuove soluzioni per lo stoccaggio di energia a basso costo

@scienza

due materiali possono essere combinati con acqua per creare un supercondensatore in grado di immagazzinare l'energia ottenuta da fonti rinnovabili.

Un aspetto interessante è che, sempre secondo i ricercatori, il supercondensatore potrebbe essere integrato nelle fondamenta di una casa

https://www.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/altro-che-litio-il-futuro-dello-stoccaggio-di-energia-e-nelle-fondamenta-delle-case_118884.html

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Spazio - Ecco la prima foto inviata dal telescopio spaziale Euclid

@scienza

Dopo aver percorso un milione e mezzo di chilometri e raggiunto il suo punto di osservazione, il telescopio spaziale Euclid (missione dell'Esa con il contributo della Nasa) ha scattato una foto di un campo scintillante di stelle, dimostrando che tutto sta procedendo bene dopo un viaggio di un milione e mezzo di chilometri dalla dalla Terra.

https://www.focus.it/scienza/spazio/ecco-la-prima-foto-inviata-dal-telescopio-spaziale-euclid

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